Monastero ortodosso

Chi ha viaggiato in Bulgaria porta con sé il ricordo di una terra generosa, fatta di paesaggi e stili di vita estremamente vari, che vanno dalla natura selvaggia dei monti all’animata vita culturale delle città, fino alle spiagge e all’atmosfera vacanziera dei luoghi di villeggiatura sul Mar Nero.

Il patrimonio storico-culturale, tra archeologia, monasteri e monumenti di epoca socialista

La Bulgaria è una meta di grande interesse culturale, sia per i siti archeologici, che documentano la magnifica e antichissima civiltà dei Traci, sia per gli splendidi edifici religiosi affrescati, tra cui i notevolissimi monasteri di Rila, Rozhen e Bachkovo e la piccola chiesa di Boyana, nei sobborghi di Sofia, che deve la sua fama allo straordinario ciclo di affreschi che contiene al suo interno, considerato uno dei più alti risultati dell’arte medievale dell’Europa orientale.

Gli appassionati di siti memoriali apprezzeranno la magnifica cattedrale di Sofia, intitolata al principe russo Aleksandăr Nevski, e il tempio-monumento di Šipka, dedicati ai militi russi che sacrificarono la vita per la liberazione della Bulgaria dal giogo ottomano durante la Guerra russo-turca del 1877-1878, ma anche i più recenti monumenti eretti in epoca socialista, come i monoliti giganti che rappresentano “i difensori” del complesso monumentale di Stara Zagora (1977) e il fantascientifico e impressionante “ufo” in cemento armato sul Monte Buzludzha (1981).

Monti e foreste, nel cuore dei Balcani

Nelle catene montuose bulgare gli amanti dell’escursionismo e del birdwatching troveranno un vero e proprio paradiso terrestre, in particolare nel Parco nazionale del Pirin e nella Riserva naturale del lago di Srebărna (entrambi patrimoni UNESCO), ma non dimentichiamo che la Bulgaria vanta diverse località sciistiche in cui la neve è garantita da dicembre ad aprile, come la famosa Bansko, la “Courmayeur dell’Est”, sul Monte Vihren, Borovets ai piedi del monte più alto della penisola balcanica, il Monte Mussala, Pamporovo e Chepelare, le stazioni sciistiche più meridionali d’Europa e Vitosha, a poca distanza dalla capitale Sofia, nella cornice del Parco Naturale del Vitosha.

Da non perdere

Città

  • Città
  • Sofia
  • Plovdiv
  • Varna
  • Burgas
  • Ruse
  • Veliko Tărnovo

Siti archeologici

  • Grotta Magura (graffiti pre-protostorici)
  • Antica città di Nesebăr (Burgas) (patrimonio UNESCO)
  • Cavaliere di Madara (Varna) (patrimonio UNESCO)
  • Terme romane e necropoli di Varna
  • Tomba trace di Sveštari (Varna) (patrimonio UNESCO)
  • Chiese rupestri Ivanovo (patrimonio UNESCO)
  • Chiesa di Bojana (Sofia) (patrimonio UNESCO)
  • Aree archeologiche di Serdica (Sofia)
  • Pozzo sacro di Gârlo (Sofia)
  • Monastero di Rila (patrimonio UNESCO)
  • Tomba trace di Kazanlăk (patrimonio UNESCO)
  • Tomba trace di Golyama Kosmakta (Šipka)
  • Teatro e stadio di Plovdiv
  • Tomba trace di Alexandrovo
  • Villa Armira (villa romana)
  • Perperikon (la “Machu Picchu dei Traci”)

Musei

  • Museo di Storia Nazionale (Sofia)
  • Museo Archeologico (Sofia)
  • Galleria d’Arte Nazionale (Sofia)
  • Museo dell’Arte Socialista (Sofia)
  • The Red Flat. Everyday life in communist Bulgaria (Sofia)
  • Casa Balabanov (Plovdiv)
  • Museo Etnografico Regionale (Plovdiv)
  • Museo Archeologico di Varna
  • Thracian Art in the Eastern Rhodopes Museum (Alexandrovo)

Monumenti socialisti

  • Monumento sul Monte Buzludzha
  • Monumento Artefici dello Stato Bulgaro (Shumen)
  • Monumento all’Amicizia Bulgaro-Sovietica (Varna)
  • Difensori di Stara Zagora

Cosa vedere

I siti archeologici

I siti archeologici più spettacolari e caratteristici della Bulgaria sono legati al leggendario popolo dei Traci, che raggiunse l’apice della sua civiltà in epoca ellenistica. Dei Traci, oltre ai magnifici tesori di vasellame d’oro conservati nel Museo di Storia Nazionale e nel Museo Archeologico di Sofia, sono visibili le imponenti tombe e tumulo, il cui esempio più famoso è la tomba di Kazanlăk (IV sec. a.C.), scoperta per caso da alcuni soldati nel 1944 e primo sito bulgaro a essere iscritto nella lista UNESCO. La tomba, attribuibile al sovrano Seute III (dalla testa della statua in bronzo di Seute III ritrovata poco fuori dalla tomba), ha una struttura composta da un corridoio e da una camera funeraria circolare, decorata da straordinari affreschi in ottimo stato di conservazione (è visitabile solo la riproduzione perfetta della tomba, perché il manufatto originale è chiuso al pubblico per ragioni di conservazione). Nella zona ci sono moltissimi altri sepolcri, tanto che l’area è stata ribattezzata “la valle dei re traci”, anche se solo alcuni di essi sono stati scavati e valorizzati. Altri importanti siti in cui è possibile ammirare il patrimonio culturale dei Traci sono le tombe di Sveštari (patrimonio UNESCO) e di Alexandrovo, e il sito d’altura di Perperikon, la “Machu Picchu della Bulgaria”. Sofia, Plovdiv e Varna conservano poi interessanti resti del loro passato di epoca romana, visibili nelle aree archeologiche urbane, bel valorizzate e fruibili.

Chiese e monasteri ortodossi: il patrimonio dell’arte religiosa

Chi visita la Bulgaria non può non rimanere impressionato dal suo patrimonio di arte sacra, custodito nelle tante chiese e monasteri ortodossi. La più celebre chiesa di Sofia è la cattedrale ortodossa, in stile neo-bizantino, dedicata al principe russo Aleksandăr Nevski poiché l’edificio fu eretto in memoria dei 200.000 soldati russi caduti nel corso della guerra russo-turca del 1877-1878, dopo la quale la Bulgaria ottenne l’indipendenza. A poca distanza dalla capitale, in un sobborgo, la chiesa di Boyana (patrimonio UNESCO), con i suoi magnifici affreschi risalenti all’epoca del “Rinascimento bulgaro”, il celebre monastero di Rila (patrimonio dell’UNESCO), fondato nel X secolo dall’eremita san Giovanni di Rila e luogo di intenso pellegrinaggio, il borgo di Tryavna, famoso per la scuola di intaglio del legno e il monastero di Bachkovo, a pochi chilometri pa Plovdiv, con il suo impressionante Giudizio universale. Molti complesso sacri più piccoli – non per questo di minor valore – sono disseminati su tutto il territorio bulgaro, anche nei villaggi più isolati, nei quali è possibile apprezzare magnifiche quanto inaspettate iconostasi, paraventi in legno che separano l’area sacra riservata al presbiterio dallo spazio dei fedeli, decorate con preziose icone. Parte del fascino di queste strutture, oltre al patrimonio artistico in esse contenuto, sta nell’ambientazione: alte creste montuose, boschi rigogliosi e solitari passi di montagna.

Il paesaggio montuoso e le fitte selve

Il territorio bulgaro è attraversato da diverse catene montuose, sulle quali gli appassionati di turismo attivo potranno praticare diverse attività all’aria aperta. Il confine meridionale della piana danubiana si fonde con le prime alture della Stara Planina, la porzione bulgara dei monti Carpazi, conosciuta anche come i Monti Balcani, che in Bulgaria centrale vedono la loro vetta più alta, il Monte Botev (2.376 m). La Sredna Gora, o Antibalcani, è una piccola catena montuosa parallela alla Stara Planina. Incuneata tra le due catene montuose c’è la “valle delle rose” (capoluogo Kazanlăk), famosa per l’olio di rose prodotto per la profumeria e i liquori. Altri rilievi occupano l’area tra Sofia e il confine greco a sud: le tre catene del Monte Vitoša, dei Monti del Rila e dei Monti del Pirin. Tra le vette della catena del Rila sorge il Monte Mussala, il più alto della penisola balcanica (2.925 m). All’estremo oriente della Bulgaria si estendono i magnifici Monti Rodopi, il cui nome deriva dal loro aspetto rossiccio, paradiso degli amanti del trekking. Gli appassionati di birdwatching troveranno poi nel Parco Nazionale del Pirin e nella Riserva naturale di Srebărna, entrambi patrimonio UNESCO, i loro paradisi ornitologici. Gli amanti della geologia apprezzeranno moltissimo le formazioni rocciose di arenaria e pietra calcarea intorno alla città di Belogradchik, nel nord-ovest del Paese, al confine con la Serbia. La città, anticamente difesa dalla superba fortezza di Kaleto, ospita nel suo territorio la grotta più famosa della Bulgaria, la grotta Magura, le cui lunghe gallerie (oltre 2,5 km) sono decorate da graffiti rupestri attribuiti tra Mesolitico ed età del Bronzo.

Le spiagge e il litorale del Mar Nero

La costa bulgara sul Mar Nero ha spiagge lunghe e sabbiose e località turistiche adatte ai soggiorni di mare. Oltre alle due grandi città costiere, Varna e Burgas, le cui spiagge attrezzate distano pochi minuti dal centro urbano, è possibile trovare rinomate località balneari come Primorsko e Sozopol (Sunny Beach), nonché autentiche perle, selvagge e tutte da scoprire, a nord e a sud dei principali bacini turistici. Pochi chilometri più a sud di Sunny Beach, nel distretto di Burgas, sorge la scenografica città antica di Nesebăr (patrimonio UNESCO), fondata dai Greci nel 510 a.C. (su un preesistente insediamento tracio) su un’isola che nei secoli è stata collegata alla terraferma da un istmo artificiale.

Le città: Sofia e Plovdiv

Sofia, antica Serdica (o Sardica), nacque come una cittadella fortificata dei Traci e durante il IV sec. a.C. fece parte del Regno di Macedonia. Divenne municipio romano e sotto Diocleziano fu un importante centro politico, economico e sede del governo imperiale. La Sofia di oggi è una città ordinata, ricca di verde, in cui è molto gradevole sostare. La passeggiata in città inizia con la cattedrale ortodossa di Aleksandăr Nevski, tocca poi la Rotonda di San Giorgio, realizzata in epoca paleocristiana sulle rovine delle terme romane, la monumentale sinagoga (1905-1909), uno dei più grandi santuari sefarditi d’Europa, in stile neomoresco con cupole variopinte e torri, e infine la moschea ottomana Banya Bashi, realizzata dall’architetto Sinān tra il 1566 e il 1567.

Seconda città della Bulgaria, giovane e animata, capitale culturale del Paese, Plovdiv, antica Filippopoli, viene spesso definita “la Parigi dei Balcani” per le sue gallerie d’arte, i caffè frequentati dagli artisti e i tanti eventi organizzati in città. L’aspetto della città è un incrocio unico e variopinto di stili, epoche e tradizioni; nel centro storico, accanto ai resti ellenistici e romani, si scoprono le chiese ortodosse, la moschea quattrocentesca (ancora in funzione) e la chiesa cattolica, mentre la via principale della città moderna porta all’antico foro romano. Salendo la scalinata del teatro (ancora in uso) si arriva nel cuore alla Città Vecchia, una sorta di museo all’aperto dell’architettura del Rinascimento bulgaro, le cui scenografiche case mostrano facciate dipinte e i caratteristici sporti, che formano una volta sulle tortuose stradine.

Esperienze indimenticabili

Kazanlak, la valle delle Rose e il suo Festival annuale

La rosa damascena, simbolo di Kazanlak
La rosa damascena, simbolo di Kazanlak

Durante il periodo della fioritura (maggio-giugno) la valle di Kazanlak diventa un luogo incantato, in cui, ogni anno, sbocciano rose meravigliose, dai vivaci colori e dagli intensi profumi. Da secoli il rito si ripete: di buon mattino, quando le rose sono ancora coperte dalla rugiada, gli abitanti (compresi gli ospiti stranieri) si spostano dai villaggi ai campi per dare inizio al Festival delle rose: ogni petalo viene staccato dolcemente dalla pianta, deposto con cura in cestini di vimini e raccolto per produrre il preziosissimo olio di rose, utilizzato dai laboratori per produrre cosmetici, marmellata o liquori.

La stagione della raccolta delle rose è celebrata annualmente, dal 1903, nel Festival delle Rose di Kazanlak, dedicato alla rosa bulgara per eccellenza, la rosa damascena. In programma ogni anno eventi culturali, di danza, musicali, artistici, sociali e sportivi, che si svolgono a Kazanlak e nei borghi circostanti da maggio a giugno. Nel corso degli eventi è possibile partecipare a concerti, workshop, esposizioni, sfilate e altre attività, che culminano con la parata del Festival e l’incoronazione della Regina delle Rose.

Oltre a tutti gli eventi appositamente organizzati per il Festival, la valle delle rose custodisce alcuni tra i più importanti siti archeologici del Paese, tanto che la valle di Kazanlak è nota anche come “la valle dei re traci”, in cui è possibile visitare la magnifica tomba dipinta attribuita a re Seute III della tribù degli Odrisi, primo sito bulgaro a essere iscritto nella lista UNESCO.

Gli appassionati di storia contemporanea potranno invece visitare, sull’altura che sovrasta il villaggio di Šipka, il grandioso tempio-monumento in memoria dei militi russi che sacrificarono la vita per la liberazione della Bulgaria dal giogo ottomano. Il fastoso complesso, opera di architetti russi, è nello stile delle chiese russe dei XVII secolo, con cupole dorate e i muri esterni ornati di piastrelle in ceramica. Le campane sono state fuse dai bossoli delle pallottole sparate. All’interno, il tempio è arricchito di magnifici affreschi, opera di pittori russi e bulgari.

Bulgaria, terra di vini d'eccellenza

Degustazione vini bulgari
Degustazione vini bulgari

La produzione vinaria nell’antica Tracia era una delle eccellenze del territorio, e durante un viaggio in Bulgaria non può mancare un’occasione di degustazione dei pregiatissimi vini bulgari, magari abbinata a un tour negli spettacolari colori dell’autunno sui Monti Rodopi, culla dell’antica stirpe dei Traci e luogo mitico in cui nacque la leggenda di Orfeo ed Euridice. Già l’Odissea ci fornisce la notizia del primo “prodotto doc” della storia enologica: il vino “Ismàro”, prodotto da vigne di proprietà di Marone di Evanto, in Tracia.
Si tratta di un vino dotato di una struttura e di un corpo prodigiosi, dati gli effetti micidiali che ebbe su Polifemo, il quale, agendo “da pazzo”, osò berlo in purezza e non miscelato con acqua secondo l’uso greco.

Ma quali sono i vini caratteristici della Bulgaria?
Nelle vaste pianure danubiane crescono prevalentemente vitigni a bacca rossa. Oltre a cabernet sauvignon, merlot e pinot nero, si coltivano gli autoctoni gamza e pamid. Nell’area centrale, intorno alla valle delle rose, si coltiva il red misket o misket cherven, un’uva da cui si producono vini bianchi, freschi, profumati e leggeri. Lungo la costa del Mar Nero si trovano vitigni come sauvignon blanc, chardonnay, ugni blanc, riesling, il georgiano rkatsiteli, ma anche le varietà autoctone misket e dimyat (ideale per la produzione di vini secchi, freschi e delicati, e di vini da dessert e brandy). Ma è dalla Pianura Tracia nel meridione del Paese, protetta dai venti freddi del nord dai Monti Balcani e con un clima mitigato dal Mar Egeo, che provengono i migliori vini della Bulgaria e in cui si coltivano vitigni internazionali come cabernet sauvignon e merlot, ma anche il rubin, incrocio tra nebbiolo e syrah, e il mavrud, vitigno coltivato sin dall’antichità, da cui si ottengono vini di struttura importante, che si prestano all’invecchiamento. Un altro vino autoctono fra i più popolari è il melnik a foglia larga (shiroshka melnika loza), coltivato nella parte sud-occidentale del Paese, nella valle del fiume Struma, alle pendici dei Monti Rodopi, caratterizzata da un clima secco mediterraneo.

Bulgaria nel piatto

La zuppa tarator, tradizionale, a base di yogurt
La zuppa tarator, tradizionale, a base di yogurt

La cucina bulgara, rappresentativa della grande famiglia gastronomica delle cucine dell’Europa dell’Est, si distingue per essere particolarmente speziata. Le ricette sono semplici, rustiche ma con evidente influenza da parte della tradizione balcanica, greca e turca, e si fa infatti ampio uso di peperone piccante, origano, santoreggia, pepe nero e bianco, paprika. Tra gli ingredienti principali le patate, i fagioli bianchi, il cavolo, la carne di maiale, l’agnello e, primo fra tutti, lo yogurt.

Il pasto tradizionale inizia con una insalata o una zuppa vegetale, per poi proseguire con un piatto di carne e terminare con un dolce. La zuppa più famosa è la tarator, a base di yogurt, cetrioli, finocchio, noci tritate, prezzemolo e olio. L’insalata preferita dai bulgari è shopska salata, con pomodori, cetrioli, peperoni, e un formaggio bianco grattugiato simile al pecorino. Portate forti sono gli involtini di carne (sofiota) e la lamamaliga, un piatto invernale di polenta con abbondante formaggio.

Lo street food per eccellenza sono gli involtini di formaggio chiamati banistsi, da accompagnare alla boza, una bevanda forte prodotta dal miglio.

I dessert, forti dell’influenza turca, sono molto dolci e preparati con vari sciroppi. Oltre ai celebri vini, gli alcolici d’eccellenza dell’enogastronomia bulgara sono la rakija, con cui dà inizio alla cena accompagnando l’antipasto, l’acquavite alla prugna, all’albicocca, all’uva, all’anice.

Pillole di storia

La storia della Bulgaria, iniziata oltre 40.000 anni fa, è dominata, per l’evo antico, dalla popolazione dei Traci, descritti da Erodoto come un popolo numeroso, stanziato in un vasto impero anche se suddiviso in tribù autonome. La vicenda dei Traci raggiunse l’apogeo nel periodo del regno degli Odrisi, sorto dall’unificazione di diverse tribù sotto il governo del re Teres I, che occupò gran parte dell’odierna Bulgaria tra il V e il III sec. a.C., estendendosi nel momento di massima espansione anche su parti dell’attuale Romania, della Grecia settentrionale e della Turchia europea.

Profondamente grecizzati, adottarono la lingua greca per l’amministrazione, e usi e mode greche: Tucidide racconta dell’alleanza tra il re trace Sitalce, figlio di Teres I, e gli Ateniesi durante la guerra del Peloponneso. Alla fine del V sec. a.C., però, a seguito di conflitti interni, il regno si divise e non fu in grado di resistere alla conquista macedone, completata da Filippo II nel 341 a.C. La dinastia reale degli Odrisi sopravvisse fino all’epoca dell’imperatore Claudio, che nel 46 d.C. rese la Tracia una provincia romana. Di origine trace, ma legato alla storia di Roma, fu Spartaco, gladiatore che guidò la grande rivolta degli schiavi in Italia dal 73 al 71 a.C., tenendo in scacco per due anni le legioni romane.

La regione fu poi assorbita dagli Slavi che dal VI secolo invasero la penisola balcanica, a loro volta invasi dai proto-Bulgari, un popolo proveniente dall’Asia centrale stabilitosi definitivamente nei Balcani, verso il VII secolo, anche grazie all’alleanza con l’imperatore bizantino Costante II, che ne aveva consentito l’insediamento nelle regioni della Bessarabia e della Dobrugia (Romania) con lo status di confederati. Un trattato di pace con Bisanzio nel 681 e la fondazione di una capitale a Pliska, a sud del Danubio, segnarono l’inizio del Primo impero bulgaro, in cui i proto-Bulgari si fusero con i discendenti degli antichi Traci e con le popolazioni slave. Nell’XI secolo il Primo impero bulgaro crollò sotto gli attacchi della Rus’ di Kiev e dei bizantini, e divenne parte dell’Impero bizantino fino al 1185, anno in cui la dinastia Asen ristabilì l’autonomia della regione con il Secondo impero bulgaro, che tra varie traversie resse fino al 1371, quando la Bulgaria si divise in piccoli regni poi assoggettati all’Impero ottomano fino al declino di quest’ultimo, all’inizio del XVIII secolo. Pur nella sua travagliata storia, l’epoca del Secondo impero bulgaro fu di grande fioritura artistica e culturale, e a lui si datano alcuni capolavori del Paese, tra cui gli affreschi della chiesa di Boyana, nei dintorni di Sofia. Il risveglio nazionale seguito alla crisi ottomana, culminato nella rivolta dell’aprile 1876, contribuì, a seguito della Guerra russo-turca del 1877-1878, alla liberazione della Bulgaria. Le condizioni di pace non furono però favorevoli alla nuova nazione, e con il trattato di Berlino i territori sotto la giurisdizione bulgara furono limitati alla Mesia e alla regione di Sofia. Lo scontento che ne derivò, e il desiderio di riscatto venato di militarismo, portarono all’alleanza con la Germania in entrambe le guerre mondiali.

Come il resto dell’Europa orientale, dopo la Seconda guerra mondiale la Bulgaria divenne uno Stato comunista; a seguito del collasso del sistema sovietico ebbe un periodo di depressione, superato all’inizio del nuovo millennio. Oggi la Bulgaria è una nazione stabile, prospera e sicura, dal 2007 membro dell’Unione europea.

A chi consigliamo il viaggio

La Bulgaria è la destinazione perfetta per chi vuole scoprire un Paese simbolo della storia dei Balcani e dell’Europa orientale, in cui incontrare tradizioni genuine e abitanti generosi e affabili.

Consigli di lettura per viaggiatori in poltrona

  • La lingua salvata. Storia di una giovinezza, di Elias Canetti (Adelphi)
  • Confine. Viaggio al termine dell’Europa, di Kapka Kassabova (EDT)
  • A est dell’Occidente, di Miroslav Penkov (Neri Pozza)

Informazioni utili

Documenti necessari per passeggeri italiani

Passaporto /carta d’identità.

Vaccinazioni e situazione sanitaria

Nessuna vaccinazione richiesta.
La situazione dell’assistenza sanitaria appare, nel complesso, soddisfacente. Si registra un’adeguata professionalità del personale medico ed infermieristico. Nelle maggiori città e nei principali centri turistici sono reperibili i farmaci più comuni. Tuttavia, per specifiche patologie e per cure prolungate, soprattutto in caso di soggiorni in zone periferiche del Paese, si consiglia, prima della partenza, di dotarsi di un’adeguata scorta di farmaci.
Si raccomanda di stipulare prima della partenza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente.

Fuso orario

+1 ora rispetto all’Italia.

Quando andare

Il clima è continentale, simile a quello dell’Italia settentrionale. Gli inverni sono rigidi e la temperatura può restare al di sotto dello zero nei mesi di dicembre/gennaio con punte di -10°/-15° C; le estati sono calde e la temperatura supera facilmente i 30° C. Le stagioni intermedie sono generalmente molto lunghe e piovose. Il clima è più mite e temperato lungo la costa del Mar Nero, nella parte orientale del Paese.

Moneta

Lev bulgaro (BGN)1 Euro = 1.9558 Leva

Lingua

La lingua ufficiale è il bulgaro; l’inglese è diffuso solo nei principali centri urbani. Ancora diffuso, tra la popolazione più anziana, il russo.

Religione

Cristiana ortodossa, musulmana (minoranza turca) e cattolica

Telefono

Prefisso telefonico dall’Italia: 00359.
È attiva la rete telefonica mobile GSM/4G sulla quale operano i tre principali gestori di telefonia mobile, A1, Vivacom e Теlenor. Con i principali gestori telefonici italiani è possibile utilizzare il proprio piano telefonico italiano per effettuare chiamate da/per la Bulgaria. Il segnale è presente pressoché su tutto il territorio nazionale, ad esclusione di alcune zone. È possibile acquistare in loco anche schede prepagate: in tal caso, occorre registrarsi presso il gestore fornendo i dati personali e un documento di identità.

Come muoversi

La segnaletica stradale è scritta in caratteri cirillici; solo sulle autostrade e sulle strade nazionali più importanti e solo per le località principali vi sono segnalazioni scritte in caratteri latini. Lo stato della rete stradale è in fase di miglioramento, nonostante una scarsa manutenzione – specialmente sulle strade minori – che risultano molto sconnesse e con pericolose buche nel manto stradale.
Sia il gasolio che la benzina verde sono reperibili quasi ovunque a prezzi di poco inferiori a quelli italiani. Il gpl è presente in quasi tutte le stazioni di carburante, mentre il metano è meno diffuso. La tassa di pedaggio stradale in Bulgaria consiste nella cosiddetta “vignetta”, acquistabile presso i varchi doganali e i distributori di benzina. Gli stickers vanno acquistati e apposti sul parabrezza anteriore dell’autoveicolo soltanto se si intende circolare fuori le città. Sono settimanali, mensili e annuali e il loro costo varia a seconda della categoria del mezzo.

Elettricità

La rete elettrica bulgara è a 220 volt. Le prese elettriche sono a due fori; per spine a tre uscite è necessario un adattatore.

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