Il sito archeologico di Petra, capitale dei Nabatei (patrimonio dell'UNESCO).

Con i suoi meravigliosi paesaggi, la Giordania è un’isola di pace tra nazioni in forte tensione. Custodisce un patrimonio artistico, culturale, archeologico e naturalistico che stupisce sempre, sia chi visita il Paese per la prima volta, sia gli affezionati della destinazione giordana.

Una nazione ricca di patrimoni UNESCO

La Giordania è diventata una nazione moderna grazie alla pace, alla stabilità e alla crescita economica avvenuta negli ultimi decenni. Dopo un lungo periodo di crisi l’economia giordana ha iniziato infatti ad acquisire peso sul mercato internazionale, grazie all’ampia disponibilità di materie prime pregiate, quali i metalli rari.

Il turismo, altra risorsa essenziale per la sussistenza del Paese, ha preso consistenza a partire dalla fine degli anni Ottanta: celebri sono i numerosi siti patrimonio dell’UNESCO come Petra (dal 1985) la città dei Nabatei, talmente suggestiva da essere scelta come sfondo del film Indiana Jones e l’ultima crociata, Qusayr Amra (dal 1985) famosa per il suo castello del deserto, Umm al-Rasas (dal 2004), dove possiamo osservare resti archeologici di epoca romana, bizantina e musulmana, l’Area protetta di Wadi Rum (dal 2011), il cui paesaggio desertico roccioso, quasi lunare, ha fatto da scenografia a numerosi film e infine vi è il sito di Betania, oltre il Giordano (dal 2015), luogo dove Giovanni Battista incontrò Gesù.

Un mosaico di religioni, all’insegna della tolleranza

In Giordania tutte le religioni sono tutelate dalla Costituzione, purché non violino i principi di moralità e di ordine pubblico. La nazione è per il 94% musulmana, con una maggioranza sunnita e una minoranza sciita. Vi sono inoltre tra i 20.000 e i 30.000 drusi (una setta musulmano-sciita), concentrati nella parte settentrionale del Paese, e circa il 6% della popolazione è composta da cristiani, prevalentemente cristiano-ortodossi.

Da non perdere

I siti archeologici

  • Cittadella di Amman
  • Teatro romano e odeon (Amman)
  • Ninfeo di Amman
  • Area archeologica di Jerash
  • Umm Qais
  • Qusayr Amra (patrimonio dell’UNESCO)
  • Castelli del deserto
  • Karak
  • Umm al-Rasas (patrimonio dell’UNESCO)
  • Petra (patrimonio dell’UNESCO)
  • Piccola Petra (patrimonio dell’UNESCO)

I siti biblici

  • Betania oltre il Giordano (patrimonio dell’UNESCO)
  • Madaba
  • Monte Nebo
  • Mukawir
  • Tall Mar Elias
  • Pella
  • As-Salt
  • Anjara
  • Grotta di Lot

Le aree naturalistiche

  • Riserva naturale di Dana
  • Riserva naturale di Mujib
  • Riserva di Shaumari
  • Riserva di Ajlun
  • Riserva paludosa di Azraq
  • Foresta di Dibeen
  • Area protetta di Wadi Rum (patrimonio dell’UNESCO)
  • Mar Morto
  • Aqaba

Cosa vedere

Le città tra passato e modernità

Amman è la capitale della Giordania, città caratterizzata da un forte contrasto tra passato e presente: camminando per le sue vivaci strade, si incontrano, fianco a fianco, moderni edifici, ristoranti, gallerie d’arte, caffè tradizionali e antiche botteghe artigiane. Uno dei siti storici che sorgono nel cuore del centro storico è la Cittadella, che si sviluppa su una collina che domina il quartiere circostante, composto per lo più da edifici moderni. Gli scavi hanno portato alla luce resti riferibili a diverse epoche storiche: romane, bizantine e del primo periodo islamico. La parte bassa della città è invece dominata dal teatro romano, spettacolare testimonianza della passata gloria della capitale giordana e gioiello architettonico ancora oggi usato per rassegne musicali.

As-Salt, città dalle origini antichissime, risalenti all’età del Ferro, raggiunse il suo massimo splendore sotto il dominio ottomano (XIX-XX secolo), quando venne scelta come centro amministrativo del Paese e arricchita delle lussuose dimore aristocratiche che possono essere ammirate ancora oggi. Irbid, seconda città giordana per estensione, è una città moderna e popolosa, sede dell’Università Giordana di Scienza e Tecnologia e della Yarmuk University, che fanno di essa una metropoli particolarmente giovane e multietnica.

Siti e parchi archeologici

Quando si pensa alla Giordania, inevitabilmente la prima immagine che ci viene in mente è Petra, la città degli antichi Nabatei, patrimonio dell’UNESCO dal 1985 sull’itinerario della Via della Seta. Non si possono non menzionare le meravigliose tombe ipogee dalle monumentali facciate scolpite nella parete rocciosa, i templi, i maestosi rilievi rocciosi e il teatro del I sec. d.C. Una tappa obbligata, che stupisce per la magnificenza dei resti archeologici e il suggestivo paesaggio. A pochi chilometri da Petra sorge la Piccola Petra (anch’essa patrimonio dell’UNESCO), uno e proprio gioiello. Meno conosciuta e visitata di Petra, venne costruita durante l’apice della cultura nabatea, durante il I secolo, probabilmente come sobborgo della capitale. L’ingresso al sito è preceduto dal piccolo souk, oltre il quale di scorgono le abitazioni e gli altri ambienti scavati nella roccia.

Jerash, chiamata da molti “la Pompei d’Asia”, è una delle città romane meglio conservate al mondo, con le sue vie colonnate, i grandi templi dedicati a Zeus e Artemide, due teatri, e la famosa piazza ovale; il sito è la testimonianza diretta dell’impresa urbanistica condotta dai Romani nelle province del Medio Oriente. La città fu per molto tempo circondata da un alone di mistero, perché venne sepolta per secoli sotto la sabbia e riscoperta solo alla fine degli anni Settanta.

Altra città antica degna di nota è Umm Qais, l’antica Gadara, importante centro di epoca ellenistica, patria di numerosi filosofi classici e per questo ribattezzata da uno di essi “la nuova Atene”. Meravigliosi sono i resti romani come il teatro, la strada colonnata e il mausoleo. Lungo la strada che dal paese conduce agli scavi si trovano due tombe rupestri di età romana che si affacciano su un piccolo cortile.

Umm al-Rasas (patrimonio dell’UNESCO), originariamente costruita come accampamento presente fasi di epoca romana, bizantina e islamica. All’interno del sito sono conservati mosaici di mirabile bellezza, alcuni dei quali conservati in maniera ottimale, il mosaico più famoso e bello è conservato all’interno della chiesa di Santo Stefano, con la sua raffigurazione di città che si affacciano sul Giordano.

I castelli omayyadi del deserto giordano sono splendidi esempi dell’arte e dell’architettura islamica; comunemente chiamati “castelli”, in realtà sono strutture complesse, che dovevano servire, oltre che da fortificazioni, da stazioni carovaniere, centri di raccolta di prodotti agricoli e poli commerciali. Il Qusayr’Amra, uno dei meglio conservati, è stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO dal 1985, e a Kerak l’omonimo castello, un grande labirinto di sale e corridoi, rappresenta a pieno il genio militare architettonico dei cristiani ai tempi delle Crociate.

Tra archeologia e religione

La Giordania è anche lo scenario di numerose vicende bibliche, poiché tra i suoi confini hanno vissuto personaggi come Abramo, Giobbe, Mosè, Giovanni Battista, Gesù. È a Betania che, secondo la tradizione biblica, Gesù venne battezzato da Giovanni Battista, nel punto rivelatosi il vero luogo del battesimo grazie alle importanti scoperte archeologiche nel 1996.

Di Madaba si parla invece nell’Antico Testamento in relazione a Mosè, all’Esodo o ancora alla guerra combattuta da re Davide contro i Moabiti. Il sito di Madaba è noto soprattutto per i meravigliosi mosaici là conservati, in particolare uno dove è rappresenta Gerusalemme e la Terra Santa, considerato la più antica mappa del territorio.

A soli 10 minuti da Madaba vi è il luogo che con ogni probabilità è il più venerato della Giordania, il Monte Nebo, considerato sede della sepoltura di Mosè e dal quale si gode di un ampio panorama fino a Gerico e Gerusalemme. Mukawir venne invece identificata dallo storico Flavio Giuseppe come la fortezza di Erode Antipa, il sovrano in carica durante la vita di Gesù, mentre la città di Anjara è, secondo la Bibbia, la città dalla quale passarono Gesù, Maria e i discepoli prima di fermarsi per riposare in una grotta nelle vicinanze.

Tra natura e avventura

La Giordania è una nazione ricca di biodiversità e di tesori naturali, custoditi all’interno dei tanti parchi e zone protette. La Riserva di Dana è la più grande area naturalistica della Giordania, caratterizzata da una storia particolarmente antica che si snoda a partire dal Neolitico fino al periodo bizantino. Qua si possono osservare 703 tipi di piante, 215 specie di uccelli e 38 di mammiferi. Natura, geologia e storia del luogo possono essere conosciute attraverso una vasta scelta di esperienze ed escursioni.

La Riserva di Wadi Mujib, anch’essa caratterizzata da una ricca biodiversità, è il parco naturale con l’altitudine più bassa al mondo, poiché il wadi si immette nel Mar Morto a 410 metri sotto il livello del mare; numerosi e meravigliosi sono i sentieri escursionistici che permettono di immergersi in panorami mozzafiato, con l’aiuto di guide esperte. Sono organizzate spesso escursioni anche in barca ecologica, spinta a energia solare. Il Mar Morto è famoso non soltanto per essere il punto più basso della terra, ma anche perché comprende al suo interno tre tipi di ecosistemi: mediterraneo, irano-turaniano (che va dall’Iran all’Anatolia) e desertico. Per i più vanitosi, il Mar Morto è celebre per i suoi fanghi dalle eccellenti proprietà sulla pelle, coi quali è possibile concedersi un massaggio tonificante o una rilassante seduta di aromaterapia.

Il Wadi Rum è un’area desertica caratterizzata da numerose formazioni rocciose che assumono un aspetto da paesaggio lunare; quando la roccia lascia il posto alle distese e alle dune sabbiose, esse assumono diverse tonalità cromatiche che vanno dal rosso all’arancione, fino al giallo. Numerose le escursioni che sono organizzate nel deserto, le più emozionanti sono quelle che prevedono l’utilizzo dei veicoli 4×4.

Il paesaggio di Aqaba è diverso da quello dei siti prima menzionati: affacciata sul Mar Rosso, è celebre per le sue spiagge e per la barriera corallina più settentrionale del mondo. L’attività per eccellenza in questa zona è sicuramente lo snorkeling, e sarà una tappa rilassante per una parentesi di mare dopo aver attraversato le aree desertiche dell’interno della Giordania.

Esperienze indimenticabili

Trekking a Petra, a piedi nella storia

Petra Giordania
Uno dei grandiosi scorci del sito di Petra.

Petra, uno dei siti archeologici più famosi al mondo, è il luogo perfetto per il trekking. Non solo l’arrivo al Tesoro avviene percorrendo a piedi uno spettacolare canyon, ma è possibile trascorrere anche più giorni all’interno del sito, per avventurarsi nei numerosi percorsi che portano ad esempio all’altare del Sacrificio, al monastero (Al-Deir) o a osservare il Tesoro dall’alto.

Una sosta alle sorgenti termali di Ma’in

Ma’in Giordania
Una delle cascate della sorgente termale di Ma’in.

Ma’in è una sorgente termale immersa nella natura, che si sviluppa a 264 metri sotto il livello del mare, ampiamente apprezzata sia dai locali che dai viaggiatori, amata persino, si dice, da re Erode. In questa splendida oasi, nei pressi del Mar Morto, le acque delle piogge invernali provenienti dagli altipiani della Giordania alimentano numerose cascate, arricchendosi di preziosi contenuti minerali. Oltre quindi a essere un luogo meraviglioso dal punto di vista naturalistico, è anche l’ideale per una pausa di relax e benessere.

Giordania nel piatto

Mansaf Giordania
Il tradizionale mansaf, servito sul pane.

La cucina giordana è caratterizzata da sapori decisi e spesso speziati, dove gli ingredienti che ricorrono maggiormente sono il riso, il pollo e l’agnello o il montone. Riguardo alle influenze, alcune specialità sono comuni a tutta l’area mediorientale, altre sono proprie di alcune regioni giordane, altre ancora derivano dalle tradizioni culinarie proprie dei popoli giunti in terra giordana e delle popolazioni vicine.

In molte ricette giordane sono presenti erbe aromatiche come timo (za’atar), menta, coriandolo e prezzemolo, e ovviamente le spezie: cardamomo, pepe, cumino, summaco. Molto utilizzata anche la tahineh, la pasta di sesamo che fa da base di numerose salse da antipasto (in tutto il mondo arabo). La nota asprigna è spesso frutto dell’aggiunta di succo di melograno (rumman).

Un piatto che in Giordania e nei paesi arabi si consuma a colazione è  il ful medames, a base di fave secche, con olio d’oliva e pane. Il pane arabo azzimo si chiama khobz; se viene cosparso di menta e timo (za’tar) e farcito di carne macinata prende il nome di manāqīsh.

Per pranzo, le portate principali possono essere il makluba, riso con cardamomo e uva sultanina, fettine di cipolla, carne, cavolfiore ed erbe fresche (timo o prezzemolo), il musakhan, a base di pollo al forno, cipolle, olio d’oliva e pinoli su fette di pane, e le kafta, polpette di carne, anch’esse diffuse in tutto il Medio Oriente. Il piatto nazionale giordano, piuttosto sostanzioso, è il mansaf, agnello insaporito con erbe aromatiche, a volte leggermente speziato, cotto nello yogurt e servito, con il riso o bulgur, sul pane.

La sera, o come appetizer, possono essere serviti antipasti o mezzeh, composti da verdura, yalenjeh, foglie di vite ripiene di agnello”, hummus, una salsa a base di purea di ceci, servita con semi di sesamo, aglio e limone, buraik, di tradizione turca, tortino di con la pasta fillo o lo yufka (pane molto sottile) ripieno di carne o formaggio, e labneh, crema di formaggio ricca e densa, condita con olio d’oliva.

Tra i dessert possiamo menzionare i baqlaweh, pasta fillo ripiena di noci al miele (versione locale della baklava), il kanafeh, pasta kataifi con crema al latte, pistacchi e sciroppo di acqua di rose, i maʿmūl, biscotti di pasta frolla farciti di datteri, fichi o frutta secca e cotti in forno, e la mahalabiya, budino di latte con acqua di rose.

Street food per eccellenza sono i falafel, le classiche polpette di legumi, speziate e fritte, o gli shawirmah, panini con fette di manzo o pollo allo spiedo (versione locale del döner kebabı).

Pillole di storia

La storia della Giordania affonda le radici nel cuore del Neolitico, periodo di grande fioritura della civiltà nell’area giordana, che determinò la crescita di importanti centri come Gerico. Nella regione è attestata, nell’età del Bronzo, la dominazione degli Hyksos, che alla fine del Bronzo Medio vennero sconfitti dai faraoni egiziani della XVIII dinastia.

La conquista del territorio da parte di Alessandro Magno avvenne tra il 336 e il 323 a.C. e segnò l’ingresso della regione nell’orbita ellenistica. A questo periodo corrisponde un fiorente sviluppo dei traffici commerciali, nonché la fondazione di importanti centri urbani. Alla morte di Alessandro il territorio venne diviso tra i suoi discendenti e la Giordania fu annessa ai possedimenti della dinastia tolemaica. In questo periodo fiorirono diverse città come Gerasa e Philadelphia (la futura Amman).

Nel 198 a.C. i Seleucidi, sovrani della Siria, dopo le campagne militari di Antioco II, sottrassero ai Tolomei la Giordania. Mentre gli Israeliti si ribellano ai Seleucidi, i Nabatei, un popolo nomade proveniente dalla Penisola araba, raggiungevano l’apice del loro potere e benessere economico, basato quasi interamente sul commercio.

Il territorio venne conquistato da Pompeo tra il 64-63 a.C., che fondò la provincia romana della Siria, alla quale venne annessa anche la Giordania. Nel 395 l’imperatore Teodosio I divise l’Impero romano in due parti, assegnando la Giordania all’Impero Romano d’Oriente. I bizantini contribuirono alla magnificenza di città come Madaba, favorendo la produzione dei famosi mosaici.

L’era musulmana ebbe inizio nel 633 d.C., quando il profeta Maometto entrò in conflitto con un’importante famiglia della Mecca e migrò a Medina. Importante fu anche la dominazione della dinastia degli Omayyadi, la cui salita al potere seguì a un conflitto interno al mondo islamico. Essi rimasero al potere per circa un secolo.

Durante la prima parte del Medioevo la Giordania si trovò stretta tra due potenze: a sud il califfato fatimide e a nord quello selgiuchide. La situazione si evolse ulteriormente con l’arrivo dei crociati. I crociati, durante il regno di Re Folco, costruirono il castello di Kerak, dando impulso allo sviluppo della città, ripresero il castello del Walid, uno dei tre “castelli del deserto”, e fecero progredire l’economia della città di Al-Salt, ribattezzata Saltus, nome già usato dai Romani.

Durante l’Ottocento iniziò la progressiva decadenza dell’Impero ottomano; la Rivolta Araba iniziò nel 1916, guidata, in Giordania da ʿAbd Allah e Faysal, entrambi destinati a diventare capi di Stato. Essi ebbero il sostegno finanziario della Gran Bretagna, impegnata a combattere la Prima guerra mondiale contro la Germania e l’Impero ottomano. Uno dei più noti personaggi della Rivolta, l’inglese Thomas Edward Lawrence, conosciuto come Lawrence d’Arabia, fu attivo soprattutto in Giordania. Re Husayn favorì l’apertura della Giordania verso l’Occidente, ottenendo in cambio aiuti che favorirono la ripresa economica del paese. L’attuale sovrano in carica è Re ʿAbd Allāh II.

A chi consigliamo il viaggio

La Giordania farà innamorare chi cerca in un Paese e nei suoi abitanti l’autenticità, per chi ama la natura, il mare, per chi è appassionato di città d’arte e archeologia. Ma anche chi è in cerca di avventura.

Consigli di lettura per viaggiatori in poltrona

  • Zaina, figlia delle palme e altre fiabe della Giordania, di Sofia Gallo-Rabie Barak (Sinnos)
  • Due anni nel deserto del Ramm, di Flavia Tesio Romero (Ibis)
  • La domatrice, di Agatha Christie (Mondadori)
  • I sette pilastri della saggezza, di Lawrence d’Arabia (Theoria)

Il fascino della Giordania in pellicola

  • Indiana Jones e l’ultima Crociata (Steven Spielberg, USA, 1999)
  • Lawrence d’Arabia (David Lean, USA, 1962)
  • Rogue One (Gareth Edwards, USA, 2016)

Informazioni utili

Documenti necessari per passeggeri italiani

Per poter viaggiare in Giordania è necessario un passaporto valido 6 mesi dalla data di entrata in territorio giordano e visto (che autorizza a rimanere nel Paese per 30 giorni), che si può ottenere:

– prima della partenza, in ambasciata o ai consolati della Giordania, e potrebbe richiedere minimo 15 giorni,

– direttamente in aeroporto o in alcuni punti di frontiera.

Vaccinazioni e situazione sanitaria

Non è necessaria nessuna vaccinazione.
Le strutture sanitarie e la reperibilità di medicinali risultano nel complesso buone, specialmente quelle presenti ad Amman e in particolare quelle private. Molti medici giordani, peraltro, hanno studiato in Italia e parlano correntemente l’Italiano.

Si raccomanda sempre di:

– bere solo acqua e bibite in bottiglia senza aggiunta di ghiaccio, di non mangiare cibo crudo e carne macinata e di lavare e disinfettare sempre frutta e verdura prima del consumo.

– stipulare prima della partenza una polizza assicurativa che preveda la copertura delle spese mediche e l’eventuale rimpatrio aereo sanitario (o il trasferimento in altro Paese) del paziente.

– portare con sé particolari o importanti medicinali personali che potrebbero non essere reperibili in loco.

Fuso orario

+ 1 ora rispetto all’Italia.

Quando andare

Clima secco arido. La temperatura media annua ad Amman nel mese di gennaio è di 5 gradi, mentre a luglio è di 30 gradi. Nella Valle del Giordano, sul Mar Morto e nel Sud, le temperature sono mediamente più alte di 10 gradi.

Moneta

Dinaro giordano (JOD).

Lingua

Arabo.

Religione

Musulmana con minoranze cristiane.

Telefono

Prefisso dall’Italia: 00962
Prefisso per l’Italia: 0039
Schede prepagate sono facilmente reperibili in tutto il Paese e se ne consiglia l’acquisto per garantirsi una regolare rintracciabilità.

Come muoversi

Per guidare una vettura propria in Giordania è necessaria la patente internazionale (modello convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968). Le autovetture noleggiate possono invece essere guidate con la patente italiana.
Guida a destra.

Elettricità

Tensione: 230 V
Frequenza: 50 Hz
La presa utilizzata è di  tipo B, C, D, F, G, J.

Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2020. Per ulteriori informazioni e aggiornamenti consultare sempre il sito Viaggiare Sicuri.

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